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Haulotte per il nuovo centro congressi EUR-Roma

  • 20/10/2011, San Giuliano Milanese - Milano

  • Haulotte è protagonista di uno degli interventi architettonicamente più originali e arditi degli ultimi anni: il Nuovo Centro Congressi EUR-Roma firmato dall’architetto Massimiliano Fuksas.
  • Azienda Haulotte Italia

 

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Haulotte è protagonista di uno degli interventi architettonicamente più originali e arditi degli ultimi anni: il Nuovo Centro Congressi EUR-Roma firmato dall'architetto Massimiliano Fuksas, la cosiddetta "Nuvola", così chiamata in omaggio al suo elemento più caratterizzante.

Una struttura in acciaio avvolta da una membrana in fibra di vetro di 15.000 metri quadrati, contenuta in una teca in vetro e acciaio, che accoglierà un auditorium di 1.800 metri quadrati e una serie di sale riunioni: è la cosiddetta "Nuvola", cioè il Nuovo Centro Congressi EUR, in costruzione a Roma, firmato dall'architetto Massimiliano Fuksas. Progetto architettonico tra i più affascinanti degli ultimi anni, la "Nuvola" rappresenta una sfida progettuale ed esecutiva, poiché alla leggerezza del suo concetto ispiratore fanno riscontro soluzioni costruttive di grande complessità, la cui realizzazione coinvolge l'impiego di tecnologie e attrezzature particolarmente sofisticate. Abbiamo avuto modo di visitare il grande cantiere all'EUR per osservare da vicino al lavoro una flotta di piattaforme aeree Haulotte, utilizzate per l'assemblaggio dei pannelli di facciata in vetro destinati a racchiudere la struttura della teca.

L'intervento

Il progetto del Nuovo Centro Congressi EUR, affidato dal committente EUR S.p.A., all'esito di una procedura di gara, alla Società Italiana per Condotte d'Acqua S.p.A. per un importo complessivo di circa 230 milioni di euro, prevede la realizzazione di tre organismi distinti, distribuiti su una superficie complessiva di oltre 30mila metri quadrati: una parte interrata, che prevede un'autorimessa, le sale auditorium/polivalenti, le sale meeting; uno spazio distributivo passante che mette in comunicazione gli accessi al Centro Congressi su viale Colombo e su viale Shakespeare e i servizi annessi; la "teca", destinata ad ospitare l'auditorium da 1.800 posti e i relativi servizi; un albergo di 441 stanze, pensato come struttura indipendente e autonoma e in costruzione su un lato del grande parallelepipedo in acciaio principale.

L'edificio della "teca", in particolare, si presenta come un grande contenitore traslucido alto 39 metri, orientato longitudinalmente; uno spazio protetto che contiene la "nuvola", l'organismo centrale caratterizzante il progetto, all'interno del quale trova spazio l'auditorium racchiuso in uno "spazio flottante" da una membrana in fibra di vetro trasparente. La teca è costituita da grandi telai posti a interasse di 33 m l'uno dall'altro, con una luce di campata di 66 m e 39 m di altezza, ciascuno dei quali è costituito da due colonne di tipo Vierendeel e da una trave reticolare (per i telai interni) o di tipo Vierendeel (per i telai esterni). I telai sono tra loro collegati, sugli assi longitudinali esterni, da travi di tipo Vierendeel. Le travi dei telai forniscono appoggio alle travi secondarie e ai diversi ordini di arcarecci, necessari per sostenere i campi vetrati della copertura e il controsoffitto vetrato di intradosso.

Alla struttura portante sono appese le facciate longitudinali, interna ed esterna, e trasversali. Quella esterna, in particolare, è costituita da un sistema di cellule indipendenti, in vetro stratificato trasparente, di modulo 1.650 x 4.190 mm, costruite con profilati di alluminio. I pannelli vetrati sono forati per un 30% della superficie, in modo da garantire l'aerazione necessaria per le scale di sicurezza. La facciata longitudinale interna è invece una vetrata continua; i pannelli vetrati sono costituiti da un doppio vetro con interposta intercapedine d'aria di modulo 1.100 x 2.095 mm. Le facciate trasversali, infine, sono vetrate continue composte da pannellature vetrate di modulo 2.083 x 4.190 mm.

Le vetrate esterne sono autonome da quelle interne; tra le due trovano posto i passaggi delle scale e degli ascensori per il collegamento dei piani e delle vie di fuga dalla "nuvola". Quest'ultima è costituita da una struttura portante principale, lo scafo, formato da un reticolo ortogonale di travi reticolari piane di acciaio. L'involucro è un guscio composto da piatti semplici accoppiati in acciaio, interamente rivestito di una membrana in fibra vetro fissata alla struttura principale. La "Nuvola" è sorretta alle estremità, nei punti in cui tocca la teca di vetro, da tre colonne Vierendeel e centralmente da tre pilastri.

Il cantiere

«Un'opera di tale complessità ha comportato un'attenta organizzazione del cantiere -afferma l'Ing. Claudio Ceccarelli, Direttore tecnico di cantiere per Condotte -, necessaria a coordinare le numerose fasi e lavorazioni che hanno luogo al suo interno. Questa è un'opera che ci sta impegnando notevolmente, ma che stiamo portando avanti con successo grazie alle competenze e alle capacità sviluppate all'interno della nostra organizzazione». L'intervento ha comportato innanzitutto lo sbancamento dell'area interessata dai lavori fino a una quota di -13 metri da piano di campagna, cui è seguita la realizzazione lungo tutto il perimetro dei diaframmi di contenimento di autorimesse e locali tecnici, e il getto delle fondazioni, realizzate in calcestruzzo ad alta resistenza in spessori variabili fra i 120 e i 150 cm. Per quanto riguarda le strutture in elevazione, la realizzazione della Teca ha previsto innanzitutto la costruzione delle colonne di sostegno, in appoggio alle pile in calcestruzzo localizzate lungo il perimetro, e il montaggio delle travi destinate a costituirne il telaio. «Particolarmente interessante, in questa fase, è stato il montaggio della copertura - sottolinea l'Ing. Claudio Ceccarelli -, realizzata a terra in due sezioni distinte ognuna delle quali è stata quindi varata tramite argani fino a comporre la struttura finale. Per l'assemblaggio delle strutture metalliche del "plenum" è stata invece utilizzata una tecnica derivata da quelle utilizzate per il varo degli impalcati di ponti, basata su martinetti idraulici che collocavano in posizione le travi di sostegno in acciaio da completare successivamente con gli orizzontamenti».

Una volta completata la struttura si è passati alla fase successiva, quella del montaggio dei particolari sistemi di facciata sospesi, interni ed esterni, utilizzati per l'involucro della Teca. Ed è in questo delicato passaggio che le numerose piattaforme aeree Haulotte presenti in cantiere hanno svolto un ruolo da protagoniste.

Il montaggio delle facciate

L'assemblaggio delle facciate vetrate ha avuto inizio nel novembre dello scorso anno. Indispensabili per l'esecuzione dei lavori le piattaforme di lavoro aereo, in questo caso molte macchine Haulotte noleggiate da SAS Group.

I modelli di piattaforme aeree di tipo telescopico risultano particolarmente adatte a situazioni operative di questa natura, offrendo al tempo stesso una maggiore sicurezza. In questa particolare occasione, infatti, una delle macchine di punta è la piattaforma aerea semovente a braccio telescopico Haulotte H43TPX, che per le sue caratteristiche, fra cui l'elevata altezza operativa di lavoro e l'importante sbraccio, si presta in maniera ottimale alla gestione delle delicate fasi di montaggio delle lastre vetrate. L'elevata portata del cestello, da un lato, consente infatti di gestirle con un certo agio, mentre dall'altro lo sbraccio laterale massimo di 20 m permette di raggiungere anche le parti della struttura più difficilmente accessibili. In più, la docilità dei movimenti garantita dai comandi proporzionali e simultanei ha consentito di lavorare anche in situazioni in cui gli spazi di manovra sono veramente limitati, sempre con un eccellente livello di precisione e sicurezza.

La piattaforma telescopica H43TPX

"Regina" della gamma Haulotte (con i suoi 43 m di altezza massima, è la piattaforma telescopica con la maggiore altezza di lavoro raggiungibile sul mercato), la H43TPX è l'esemplificazione del grande livello di sicurezza raggiunto dalla tecnologia del costruttore francese. Con un'altezza di lavoro di 43 m, altezza del piano di calpestio di 42 m e portata cestello da 450kg o 230 kg (in funzione del numero di operatori trasportati), la H43TPX permette di operare in quota in completa sicurezza. Lo sbraccio elevato e la rapidità di sfilamento del braccio fanno di questa macchina lo strumento di lavoro ideale per la cantieristica, i cantieri di demolizione, edificazione, manutenzione e anche per i grandi restauri. La piattaforma dispone di un braccio pendolare (ijb) particolarmente utile per avvicinarsi all'area di lavoro o operare in posizione sospesa. Oltre al controllo continuo dello sbraccio, è il requisito della stabilità ad essere realizzato nel modo più rigoroso, in virtù di un blocco idraulico differenziale - per un'altezza da terra di 38 cm - che consente alla macchina un posizionamento indefettibile su ogni tipo di terreno. Altrettanto sicura la traslazione (per una pendenza massima raggiungibile del 40%), basata sulle quattro ruote motrici e direttrici e su assi estensibili e oscillanti.

Le piattaforme Haulotte si distinguono quindi ancora una volta per la presenza nei più grandi e affascinanti progetti architettonici e ingegneristici italiani - dal nuovo Palazzo Lombardia a Milano alla nuova stazione dell'Alta Velocità Tiburtina di Roma - dimostrando di essere all'altezza (è proprio il caso di dirlo...) per affidabilità, versatilità e produttività messe al servizio delle più grandi imprese italiane per la realizzazione di progetti complessi e innovativi quale sicuramente è quello della "Nuvola" di Fuksas.

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