Nel 1988 RCM decise di produrre in proprio anche lavapavimenti che fino a quel momento si era limitata a commercializzare in private label. Come nella tradizione, i tecnici della RCM non si limitarono a copiare le macchine della concorrenza, ma adottarono soluzioni originali per rendere le nuove lavapavimenti più maneggevoli e per ridurre la manutenzione.

In base alla lunga esperienza maturata nel servizio di assistenza alle macchine già commercializzate dal 1980, in RCM si osservò che uno dei principali problemi era costituito dalla manutenzione giornaliera che richiedevano le batterie ad acido per poter garantire una loro efficienza nel tempo.

Per facilitare al massimo le operazioni di ricarica e manutenzione, le batterie generalmente "soffocate" in un vano interno tra il serbatoio dell'acqua pulita e quello di recupero dell'acqua sporca, vennero collocate su supporti girevoli ("ali") così da poter essere estratte facilmente dal corpo macchina e rendere tutte le operazioni di manutenzione (rabbocco acido, pulizia, ricarica, controllo tensione) molto facili e sicure. Inoltre, per aumentare la maneggevolezza delle nuove lavapavimenti, si decise di diminuire le dimensioni di ingombro ed il peso, adottando il serbatoio con "membrana" che permetteva di contenere nel volume di un solo serbatoio sia l'acqua pulita che quella sporca di recupero, con una drastica riduzione degli ingombri del 40% rispetto alle macchine della concorrenza.

Le lavapavimenti LB530 e LB660 ottennero un buon successo. Consolidarono la reputazione di RCM come costruttore innovativo e convinsero l'azienda modenese a impegnarsi in prima persona anche nel settore delle lavapavimenti, che cominciavano a imporsi sul mercato, spinte anche dalla forte richiesta indotta dalla diffusione dei grandi centri commerciali con i loro spazi da pulire quotidianamente.

Negli anni successivi, lo sviluppo di batterie al gel, che non richiedevano più una manutenzione così onerosa, spinse RCM ad orientarsi su soluzioni più adeguate a un mercato che richiedeva più il contenimento dei prezzi, piuttosto che l'innovazione.

RCM era comunque decisamente orientata alla produzione di lavapavimenti e a Interclean di Amsterdam 1999 presentò una sua gamma completamente rinnovata. Da quello storico passo, RCM è tra i 7 costruttori mondiali "full range" con le sue spazzatrici industriali, quelle per la pulizia urbana (MACRO) e le sue lavapavimenti: tutte saldamente concepite per durare nel tempo e aggiornate tecnicamente anche sotto l'aspetto della massima sostenibilità ambientale.