Questo sito utilizza cookies proprie e di terzi per una migliore esperienza e migliori servizi. Se continui con la navigazione intendiamo che ne accetti l'utilizzo. Per ulteriori informazioni, visita la nostra pagina web. Politica sui cookie

Quali differenze incorrono tra le due terminologie tensostrutture e tendostrutture? Con l'aiuto del team Tecnico all'interno di Kopron, abbiamo redatto una rapida guida per velocizzare la comprensione e aiutare gli acquirenti. Le differenze sono effettive e semplificando si può sostenere che variano in base a due variabili: struttura e utilizzo.

La struttura delle tensostrutture e tendostrutture: le differenze

Si parla di tensostrutture quando la stabilità strutturale deriva dalla tensione introdotta nelle parti pensate per lavorare in tensione, ovvero il tessuto e i cavi.

Nella tensostruttura ogni elemento diventa fondamentale per la stabilità strutturale. Generalmente si riconosce una tensostruttura perchè formata da: una parte tessile che è la membrana di copertura, cavi / agganci perimetrali che seguono l'andamento della parte tessile, giunti di ancoraggio e pilastri. Quando si parla di tensostrutture si intendono tutte quelle strutture la cui stabilità deriva dalla tensione introdotta nelle parti pensate per lavorare in tensione (tessuti e cavi).

Solitamente la tensostruttura diventa la soluzione ottimale per creare ambienti coperti in matrimoni, giardini, aree verdi e ricreative o espositive. Le tensostrutture sono generalmente studiate e pensate per rispecchiare un design e un'eleganza che si distinguono e si integrano con il contesto e l'uso.

Nelle tendostrutture o tendoni industriali o uso eventi, la parte tessile non ha una funzione strutturale ma solo di copertura. Generalmente viene utilizzato un telo in pvc che si appoggia sulle travi e i pilastri.

L'utilizzo delle tendostrutture e tensostrutture: temporaneo o fisso

Le tendostrutture possono essere utilizzate in diversi contesti: dagli eventi all'industria. A loro volta si possono dividere in tendostrutture temporanee o tendostrutture permanenti. Nel primo caso, si tratta di una struttura che risulta molto più leggera e facile e veloce da montare, per questo risulta la situazione prediletta per i noleggi. Le tensostrutture o tendostrutture temporanee non vengono generalmente progettate con tenute vento elevate e non vi è obbligo della tenuta neve. La normativa entra nel dettaglio specificandone l'uso e i luoghi.  

Ogni tendostruttura prodotta da kopron per uso permanente viene invece progettata e calcolata, certificando le prestazioni statiche e dinamiche, per l'esatto luogo di installazione. Questo ne garantisce l'assoluta sicurezza e resistenza negli anni. Esattamente come avviene per i capannoni in muratura. La struttura finita ha il marchio CE e il rilascio della DOP (Dichiarazione di prestazione) secondo la norma UNI EN ISO 1090-1.

La normativa delle tensostrutture e tendostrutture

Secondo la normativa sulle tensostrutture, per installare una tensostruttura in modo permanente è necessario il permesso di costruire oltre all'autorizzazione in merito al rispetto dei vincoli paesaggistici, come confermato dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 46594 dell'11 ottobre 2017.

Fanno eccezione le opere a carattere stagionale e temporanee di natura precaria e occasionale, di facile rimozione e non orientate alla soddisfazione di interessi permanenti nel tempo, per esempio gazebo per stand o tensostrutture per eventi e feste.

Il DM 2 marzo 2018, contiene il Glossario delle opere di edilizia libera, in attuazione dal Decreto Scia 2 (Dlgs 222/2016). Il Glossario unico ha specificato che l'installazione, la manutenzione e la rimozione di manufatti leggeri in strutture ricettive all'aperto rientra nelle attività di edilizia libera, sempre che l'attività ricettiva sia stata già autorizzata sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico, in conformità alle normative regionali di settore. Le opere contingenti temporanee sono quelle "dirette a soddisfare esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni". Tra queste opere rientrano: gazebo, stand fieristici, servizi igienici mobili, tensostrutture, tendostrutture, pressostrutture e assimilabili, elementi espositivi, aree di parcheggio provvisorio, nel rispetto dell'orografia dei luoghi e della vegetazione ivi presente. Gli interventi di manutenzione, riparazione e rimozione di tali opere rientrano nell'ambito dell'edilizia libera mentre l'installazione, pur essendo classificata dal Glossario come edilizia libera, richiede una Comunicazione Avvio Lavori.

Per chiarire gli aspetti relativi ai permessi necessari per la realizzazione di un capannone o tendostruttura industriale kopron, c'è da fare sempre la distinzione tra uso temporaneo e uso fisso. Infatti, è possibile che la struttura da costruire abbia una destinazione provvisoria e possa essere pensata come struttura mobile (capannone mobile fisso in telo pvc o retrattile), oppure che sia da considerare a tutti gli effetti un'opera fissa.

Generalmente, nel caso dei capannoni mobili o retrattili, la burocrazia è piuttosto semplificata. Sarà sufficiente una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) oppure una DIA (denuncia di inizio attività), corredata da attestazioni tecniche e autocertificazioni, da presentare presso gli uffici tecnici del Comune di pertinenza. Gli aspetti burocratici, in Italia, tendono a variare da comune a comune. Nel caso di un capannone mobile o retrattile il Comune si riserverà 60 giorni per accertamenti e controlli, ma in linea di massima si può cominciare a costruire.

Nel caso di un'opera fissa che sia in cemento o in acciaio, sarà necessario chiedere regolare concessione edilizia, da ottenere sempre previa inizio della messa in opera, per evitare che i lavori vengano bloccati in corso d'opera.