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Un cancello automatico Ditec CUBIC 6 apre le porte a casa Maier

  • 07/04/2009, Caronno Pertusella - Varese

  • A Trieste, in una pregevole ristrutturazione di un edificio storico del XVIII secolo.
  • Azienda Ditec S.p.A.

 

Siamo nella "cità vecia" di Trieste, dietro il porto, nella zona conosciuta come Cavana.

Tra i progetti di restauro che si sono avviati nella Cavana, Casa Maier merita un cenno a parte. L'edificio oggetto dell'intervento di restauro è un palazzo costruito nella fine del Settecento, più esattamente nel 1798, appartenuto alla famiglia Maier, una famiglia agiata ma senza storia, come molte delle vite convulse che si sono incrociate in quei tempi nella città "asburgica". L'edificio si sviluppa su tre livelli attorno ad un cortile su cui si aprono archi sovrapposti, accessibile sul piano strada attraverso l'originale portone di legno e un ampio
sottopasso. Oggi Casa Maier 1798 è il nome dato a questo intervento restaurativo che ha richiesto sei anni di lavoro per riportare alla luce, dietro a solai crollati ed ad altre situazioni di abbandono, un edificio sobrio e armonico, oggi contenitore di residenze esclusive e d'attività commerciali di pregio.

In questo spettacolare contesto i progettisti interni alla società di sviluppo immobiliare Epoca hanno deciso di inserire, nel sottopassaggio, un elegante cancello d'ingresso in cristallo portante su ante in ottone ossidato e che separa il portone sulla strada dal cortile interno di Casa Maier.

Per la sua automazione, che richiedeva un intervento pregevole dal punto di vista estetico, è stata scelta la competenza di Ditec che ha installato il suo modello Cubic 6, l'automazione interrata per cancelli a battente indicata per movimentare cancelli di pregio, perché si integra con il design del cancello senza alternarne l'estetica.

Per rendere ancora più esiguo l'impatto della movimentazione sull'estetica del cancello le fotocellule Ditec Cel sono state incassate proprio nei montanti in ottone ossidato, realizzati nello stesso materiale dei serramenti, delle porte degli ascensori e delle grandi finestrature presenti nel palazzo. Anche la piastra di chiusura dell'automazione interrata è stata realizzata con lo stesso materiale, per dare armonia e uniformità all'insieme.

Il cristallo molato delle ante poi permette di vedere oltre e scoprire il cuore del palazzo, un cortile dove attualmente si trova una splendida scultura in ferro forgiato,1.800 chili, dell'artista basco Carlos Lizariturry, trait d'union tra il vecchio palazzo e la nuova Casa Meier.
Sulle ante in cristallo è stato riproposto, sabbiato su entrambe le facce il disegno della cornice che esalta la bellezza dell'originale portone in legno che ancora, immobile, svolge la funzione di custode di tanta bellezza.

Un'ulteriore esempio d'integrazione tra il nuovo e moderno che Ditec ha affrontato con la consueta competenza nel rispetto dell'integrità e l'armonia di un edificio di pregio storico.
Per contestualizzare la notizia abbiamo chiesto ad Alessandro Beltrame di Epoca srl, sviluppo residenziale, alcune note aggiuntive sull'intervento di restauro di Casa Maier.

"In via di Cavana n. 14 a Trieste, in un immobile di 2200 mq su tre piani serviti da due scale e relativi ascensori abbiamo ricavato 15 appartamenti e 5 negozi. Qualità sovrappesata in tutte le scelte progettuali, con buon senso, senza buttare soldi dalla finestra. Soprattutto scelte coerenti per tutto, dappertutto, sempre, ricondotte sempre allo stesso fil rouge di progetto. Dopo una "somatizzazione" da parte di tutte le menti pensanti coinvolte e progressivamente capito e gradito anche dalle maestranze. Umiltà e pazienza nella caparbia ricerca del meglio fra prodotti, materiali e lavorazioni. Il progetto è stato finalizzato alla qualità del vivere, all'innovazione,
ad un'eleganza di gusto trasversale, al rispetto della storia della casa, alla semplicità e leggerezza, all'originalità senza esagerazioni, all'equilibrio. Qualità, in primo luogo nel clima del cantiere, con i lavoranti condotti con gentilezza e rispetto. Qualità nel rapporto amichevole col cliente, seguito direttamente dalla presentazione alla finitura ed all'arredo. Ne è nata una casa dove si sta bene, dove chi ci ha visitato, addetto ai lavori, esteta o persona semplice, ha percepito una confortevole sensazione di cura e completezza. Non è il paradiso terrestre:
è molto umana la nostra casa e siamo passati per grandi fatiche, incazzature e delusioni, ma il risultato è un successo che ci porta a replicare... nello stile non nell'idea, che sarà sempre nuova.
A Ditec ci siamo rivolti con un progetto di cancello non convenzionale e con richieste precise sulle prestazioni, sull'affidabilità e sulla qualità dell'assistenza, che fa parte del nostro progetto organico non meno del sorriso dei nostri clienti."

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