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Innesti elettromagnetici a dentini

  • Marca: Corbetta

Questi gruppi sono indicati per applicazioni che richiedono momenti da trasmettere elevati con dimensioni e inerzie contenute.


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Informazione dettagliata del prodotto Innesti elettromagnetici a dentini

Caratteristiche: questi gruppi sono indicati per applicazioni che richiedono momenti da trasmettere elevati con dimensioni e inerzie contenute. Aperti non generano coppie di trascinamento. Non permettendo slittamenti e potendo essere realizzati con punto d’inserzione fisso trovano importante applicazione nei posizionatori e nei comandi di precisione. Non consentono però l’innesto in movimento se non a basissimo numero di giri. L’azionamento è realizzato generando un campo magnetico indotto da una bobina alloggiata nel corpo del gruppo che attira il disco scorrevole o ancora e lo porta ad incastrare i suoi dentini frontali nella dentatura solidale con l’avvolgimento.

Dentatura: i gruppi vengono forniti di serie con dentatura trapezia che permette l’inserzione da fermo od a bassa velocità. A richiesta vengono fornite dentature triangolari senza gioco che richiedono innesto da fermo , a dente di sega che permettono azionamenti solo orari od antiorari ma non il disinserimento sotto carico, a dentature con uno o più punti fissi d’innesto per inserimenti di posizionatura.

Montaggio: questi gruppi possono venire montati sia in posizione orizzontale , da preferire, sia in verticale. È necessario verificare che il flusso magnetico non abbia dispersione nelle masse metalliche circostanti diminuendo di efficacia. . E’ necessario in tale caso provvedere all’ isolamento con materiale amagnetico.

Lubrificazione: questi gruppi possono funzionare sia a secco che in bagno d’olio. Non generando calore per attrito non viene richiesto particolare raffreddamento. L’olio deve essere di ottima qualità con resistenza all’elettrolisi e con viscosità non superiore a 3°E a 50°C.

Alimentazione: in esecuzione standard, l’alimentazione è di 24 VCC. I freni e le frizioni senza anello collettore vengono alimentati tramite cavetti od a richiesta tramite connettore. Per le frizioni di questo tipo è necessario prevedere un blocco antirotazione utilizzando le apposite fresature. La bobina è infatti statica ma può venire trascinata dall’attrito dei cuscinetti. Per le frizioni con anello collettore l’alimentazione è prevista tramite il contatto strisciante con una spazzola della cui tipologia rimandiamo al relativo capitolo. Come per i freni un polo è in genere a massa. Sebbene più costose, le frizioni senza anello collettore per l’assenza di spazzole hanno un’installazione più semplice, nessuno scintillio o perdita di contatto,velocità di rotazione più elevata e ingombri più ridotti.

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